Dettaglio gabbiano
Seagull di Andrew Easton

I brividi di un povero gabbiano

06/12/2022 22:18 in Appunti
E la pelle d'oca arriva veramente al solo pensiero che la canzone vincitrice di Sanremo e il famoso tormentone hanno un comune denominatore: il 2022

Siamo giunti al 6 dicembre di quest'anno totalmente anomalo. A mio avviso anche di più rispetto agli anni passati.

Scrivo ora quest'articolo - che lungi da me essere una linea temporale di obiettivi raggiunti o meno - perchè so benissimo che tra lavoro e altri impegni non avrò tempo. Tuttavia, e me lo auguro, questo non sarà l'ultimo articolo di questo blog in questo mese, ma ce ne saranno altri, e spero di regalarvi anche altri argomenti, al di là del solito editoriale.

Detto questo, cosa dire di quest'anno? Questo è stato un anno che è cominciato in un modo assurdo, con un'invasione di positivi alla pandemia di Coronavirus che, ironia della sorte, ha trovato il culmine proprio quest'anno, quando, tutto d'un tratto, l'emergenza sanitaria sembra essere rientrata.

Per il resto è cominciato in un modo che definire disorientativo mi pare poco, tra le regole sulle restrizioni che venivano aggiornate ogni due giorni, il Green Pass prima esteso in ogni luogo poi diventato un ricordo del passato. E in tutta questa baraonda, sullo sfondo si esibivano Mahmood e Blanco, con la loro canzone vincitrice del festival di quest'anno, Brividi. E sullo sfondo, non si sa per quale assurdo motivo - ma i fenomeni social funzionano così - è venuto alla ribalta il tormentone di Povero Gabbiano, che è stato nelle nostre orecchie per settimane.

Settimane sì, perchè ormai i tormentoni social durano il tempo di un reel, 90 secondi, prima di finire nell'oblio. E in questa vita che ormai scorre frenetica, solo da agosto mi son reso conto che tutte queste cose fossero accadute nello stesso anno che ora sta volgendo al termine, ossia questo anno, il 2022.

Sì perchè quando viviamo una routine, cadenzata da appuntamenti settimanali, abitudini giornaliere, restiamo prigionieri di un'immensa campana temporale, fino a quando non viene distrutta da un evento improvviso, che ti obbliga - in un certo senso - a rinascere ogni giorno e non più a morire.

E quindi ci sono veramente dei brividi a pensare che tutte le canzoni, tutti i tormentoni, tutte le emergenze e soprattutto tutta la tua vita di prima, fanno parte dello stesso anno. Gli stessi 12 mesi che a te, che esci dalle tue zone di comfort, sembrano ormai un ricordo lontano, ma sono state parte della tua esistenza e hanno lasciato la loro voce nell'aria, come un eco di montagna.

Tante cose sono cambiate da agosto - in peggio sicuramente - ma anche in meglio e ancora oggi ho questo senso di incredulità a pensare che all'inizio di quest'anno c'era una situazione statica, e ora c'è tutt'altro.

Da agosto in poi ho avuto modo di conoscere e di collaborare con tante persone, soprattutto in ambito lavorativo, di sperimentare nuove cose, e in particolare un saluto speciale e un ringraziamento va a Federica Pierno, una bravissima artista che ha dato nuova vita alla mia identità sui social e a una carissima persona che dopo tanto tempo è ritornata nella mia vita, che è stata presente nei miei giorni più difficili.

Spero, e mi auguro, che il futuro - che ormai ho imparato a mie spese essere solo una pagina bianca - mi riservi altre cose positive, e che soprattutto contano i gesti morali, non materiali. Su quello ahimè, siamo bravi tutti.

Se non avremo modo di leggerci fino alla fine dell'anno su queste pagine contornate di arancio, vi auguro un buon Natale e un felice anno nuovo.

Un caro saluto a chi mi sostiene, ancora oggi, in tantissimi modi.