7 novembre 2026 alle 15:16 in Appunti
L'ispirazione noir nata da una collana di libri per ragazzi.
Foto: Oltre il pilastro di Salvatore Manfellotto
Quando ero bambino, nel 2004, i sogni li costruivo attraverso le copertine enigmatiche di una serie di libri per ragazzi, Disney Avventura. Quelle copertine, e in un periodo immediatamente successivo, quelle storie, le vedevo ovunque.Sulla parete del palazzo in lontananza che vedevo dalla mia adorata cameretta dell'epoca, sui muri delle case quando uscivo per San Giorgio a via De Lauzieres, per le strade della cittadina stessa, a tal punto che la mia fantasia, unita alle tinte noir di quei romanzi, mi fece immaginare dei titoli tutti miei, con personaggi totalmente inventati e che non rientravano affatto nel mondo Disney.

Scorrere quella lista di titoli dietro quei pochi libri di quella collana che sarebbe divenuta completa solo un anno dopo, era una routine da ripetere ogni sera e in ogni momento in cui volevo sognare un mondo al di là di quella finestra della mia stanza che affacciava su quel giardino con quella luce che mi proiettava in misteri letterari nati dall'eco di quei titoli.

Il 20 aprile 2004 però quel mondo è collassato, e da quella finestra ho guardato con occhi diversi, più freddi.
Da quel martedì, i palloncini gonfiati - per ironia della sorte - qualche sera prima e decorati con i titoli e le immagini di copertina di quei libri, apparivano solo come delle enormi palle di colore senz'anima.
Da quella sera quel mondo diventò asettico, e temevo di non aver mai più visto e immaginato le avventure dei romanzi che avvenivano nella mente di un bambino prima di quel 20 aprile.
Oggi sono trascorsi ventidue anni, e ho rinunciato da poco a parecchie cose per evitare di ritrovarmi in quel mondo freddo e privo di colori, fatta eccezione per le sigarette, che gusto quando sono particolarmente preso dal mio lavoro o quando mi dedico al fai da te.
Anche se con qualche acciacco in più, uno di quei libri noir che immaginavo in quel 2004, è di nuovo in scrittura, e capisco che quel mondo non si è mai spento del tutto.
Osservando il progredire della vita, lento o veloce che sia, porgo un ringraziamento e un abbraccio a tutti quelli che mi sono stati vicini (e che continuano ad esserci!) in quest'ultimo periodo.